
RICCARDO PIERONI
FOTOGRAFIA_GRAFICA_MANOLIBERA EDIZIONI
MANIFESTO_LOCANDINA_INVITO
Una sola superficie per dire tutto.
Il manifesto è un dono e una croce.
Un dono, perché è un fatto pubblico. Lo vedi dall'autobus e pensi "quello l'ho fatto io!" Un manifesto, anche piccolo, modifica la percezione dello spazio cittadino. È un discorso discreto, ma costante che ti segue durante il giorno.
Una croce perché il committente si aspetta dal manifesto una risposta direttamente proporzionale alle cose che contiene. Più ci metti (più immagini, più informazioni…) e più si pensa che desti attenzione. Naturalmente non è così, ma l'arte del togliere si conquista col tempo e la consapevolezza del linguaggio.
Per la Cooperativa Città del Sole che si occupava di didattica dei beni culturali con adulti e bambini, ho realizzato manifesti costruiti sulla sorpresa, la scoperta, il rapporto con la storia, una consequenzialità tra il passato e il presente. Per i manifesti dei Punti Verdi ho lavorato sul ribaltamento: gli oggetti immaginati dai bambini hanno la concretezza dei corpi mentre i volti sono trasformati in immagini fotografiche astratte.
Per la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia ho utilizzato la moltiplicazione del segno con variazioni cromatiche. Era il periodo in cui i manifesti venivano strappati e le parti che rimanevano sul muro erano ancora in grado di ricordare il manifesto che c'era.
Per le mostre dell'Istituto cine TV Rossellini la priorità viene data alle fotografie degli studenti e i testi riescono ad essere discreti ed essenziali.
Per l'Ecomuseo del Litorale Romano ho sempre dovuto inserire una enorme quantità di informazioni. A Ostia Antica, dove manifesti e locandine sono abitualmente affissi, la gente è ancora abituata a leggere il giorno e l'ora delle manifestazioni. È qui che si rivela il ruolo prioritario della grafica che consiste nell'organizzare gli elementi, creare gerarchie visive, migliorare la leggibilità.
I lavori più recenti, legati alle mostre, non sono destinati all’affissione, ma per suggerire ai visitatori di andare in profondità nell’osservazione delle opere.
Spesso il manifesto non è che la fotografia di un insieme plastico costruito con cartone, colori, taglierina, fotocopiatrice: un modo per soddisfare il mio bisogno di manualità.
























