
CHINA TOWN IN ROME
Il quartiere di piazza Vittorio venne costruito dai "Piemontesi" per gli impiegati dei ministeri di Roma capitale. Nonostante lo stile pretenzioso, è sempre stato un territorio straniero, ai margini della città, a forte vocazione commerciale, zona di confine. Alex coglie nel portico che delimita la piazza il teatro ideale per la sua ricerca dell'uomo. La regolare alternanza di luci e ombre, detta il ritmo allo sguardo. La macchina tenuta bassa, tra il cuore e la pancia, rivela la spinta emotiva che caratterizza le fotografie di Alex e anche l'indipendenza degli occhi dall'apparecchio di registrazione. Costretto a rubare per non interrompere il ciclo della vita, comunica a sguardi mentre si muove incontro agli interlocutori passanti. Dal doppio movimento nasce l'incontro. Tra le ombre compaiono volti, occhi lontani, pensieri estranei, ma sono gli atteggiamenti e le espressioni a rivelare una strana famigliarità con i "romani" che da secoli sanno assorbire ogni diversità con una distaccata partecipazione. Una città che Alex fa emergere dal buio dello sguardo indifferente.
Riccardo Pieroni

SOLO A LONDRA
La strada è la casa del viaggiatore. Gli ospiti di questa casa si incontrano di sfuggita, ma solo uno, Alex, si assume il compito di registrare l'incontro. Lo fa da due punti di vista diversi, quello alto di colui che si muove sugli autobus a due piani, quello basso di chi cammina con gli altri. La vista rapida di chi è abituato al movimento non impedisce ad Alex di focalizzare la sua attenzione sulla struttura stessa della strada: un insieme di segni profondi e stratificati, che il fotografo evidenzia per colore e contrasto, come se la strada stessa avesse nel tempo registrato i percorsi preferenziali dei suoi abitanti. Così uomini e donne, assorti nei loro pensieri, si muovono dentro una griglia di linee preordinate e multidirezionali, destini già tracciati ma non obbligatori che Alex alleggerisce con le sue sfocature a ricordare che c'è sempre una scelta, una possibile deviazione e il tempo per guardare.
Riccardo Pieroni

LA NEVICATA DEL 12
A Roma la neve è una festa, un'interruzione forzata, ma gradita, dei ritmi quotidiani. Così anche Alex si concede un po' di divertimento, da fotografo, rimettendo in discussione tutte le "regole" della tecnica. Forse favorito dal freddo, che stimola la razionalità, decide consapevolmente di cedere completamente all'irrazionalità e di chiamare a raccolta, in un colpo solo, tutte tematiche del suo modo di lavorare. Si muove il fotografo, si spostano i soggetti, si fluidifica lo zoom. Si perde il colore e tutto diviene forma. Così Alex rivela il suo atteggiamento di profonda condivisione nei confronti del mondo unita ad una sostanziale autonomia: fa festa con gli altri, ma a modo suo.
Il fotografo trasforma questo servizio, apparentemente banale, in una specie di "manifesto" dell'Alex-fotografia: la ricerca eversiva di uno sguardo nuovo, capace di innescare nell'osservatore un atteggiamento vigile verso la realtà. Lo fa, come è nel suo carattere, in modo leggero e profondo.
Riccardo Pieroni

