Andrea Grego_PASSAGGI
Un grande vuoto è il deserto.
Guardo le foto di Andrea, con calma, più volte. E penso. Penso che lo scopo della fotografia sia porre delle domande, e forse, solo forse, dare delle risposte.
Sono colpito dagli oggetti e dagli occhi.
Gli oggetti. Pochi, essenziali, incompleti, colorati, consumati da una lunga storia di riusi, ma proprio per questo ancora vivi.
Gli occhi. Non c'è tristezza in quegli occhi, non c'è sofferenza, non c'è paura. C'è solo una grande presenza, un esserci qui ed ora. Me li ricordo quei ragazzini. Sono gli stessi che incontravo nelle borgate di Roma anni fa. Facevano del tutto per farsi inquadrare, per entrare nella foto. Non avevano nulla da nascondere, nemmeno le mosche sul pane e sul viso che non vengono scansate perché...fanno parte della vita. Ora i bambini non si possono più fotografare. C'è la privacy, cioè la rinuncia alla propria immagine pubblica, alla parte di noi che possiamo affidare agli altri perché ci possano guardare "apertamente".
Allora penso ad Andrea. C'è un modo di viaggiare capace di produrre ricordi indelebili. Occorre entrare veramente nelle situazioni, decidere di essere parte di un flusso, di non "passare", ma "stare". Non importa per quanto tempo: è importante il rapporto, lo scambio.
Andrea va alla radice della fotografia: ricordo e testimonianza, ma anche emozione e interpretazione.
Ed ecco le domande. Chi siamo noi che attraversiamo il mare per incontrare questi occhi? Cosa cerchiamo?
Ed ecco le risposte. Siamo persone che cercano il senso della realtà, che si vogliono svegliare dal sonno dell'informazione preconfezionata e teleguidata, che hanno pensato di guardare direttamente per vedere per la prima volta dal vero il mondo (sempre più lontano proprio perché apparentemente più vicino). Cerchiamo i banchi rotti delle nostre scuole che credevamo dispersi, le macchine da cucire che non sono più nelle nostre case dai tempi della nonna, i bicchieri di vetro e le teiere che si vendono uguali in tutti i mercatini del mondo. Non per nostalgia, ma per ricostruire le parti del nostro corpo amputate quando abbiamo tolto dalla realtà, con un colpo solo, la materia e lo spirito, la poesia e la storia.
Cerchiamo occhi che guardano senza nessun diaframma proprio dentro la foto, proprio dentro di noi che siamo qui ... e perciò subito lì.
Un grande pieno è il deserto.
Riccardo Pieroni, 2010
Presentazione della mostra di Andrea Grego, 2010





