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RICCARDO PIERONI 

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LA VOCE DELL'ARCHIVIO

Leonardo Vecchiarelli_RACCONTO

2025-09-17 18:06

Riccardo Pieroni

PRESENTAZIONI IN LIBRI E CATALOGHI,

Leonardo Vecchiarelli_RACCONTO

Presentazione nel libro Leonardo Vecchiarelli, Mater, Milano, 2009

Per Leonardo la fotografia è una necessità. Non parlo dell’inquadratura, dell’equilibrio, della forma, parlo del racconto. Leonardo ha bisogno di raccontare e dove non arriva la fotografia entra in gioco il disegno.

È sempre stato così.  A scuola (lo conosco dal 1990) era uno dei pochi ad avere le idee chiare su ciò che avrebbe fatto in futuro. Cercava sempre pellicole da esporre, era l’unico che scattava continuamente. Si portava dietro una montagna di cose (stoffe, colori, accessori di moda…) ed era l’unico in grado di far spogliare le ragazze senza nessun problema. Ecco una sua caratteristica: accetta le persone come sono e contemporaneamente, spogliandole, le fa diventare qualcos’altro, altri esseri in altri luoghi in un tempo indefinito. Non è la coerenza dello spazio-tempo che cerca, è l’essenza.

Ritagliava le foto, le incollava sulla carta e poi… continuava col disegno e poi… colorava, sporcava, col colore queste sue composizioni rendendole omogenee. Segno su segno ad arricchire e rendere più complesso e stratificato il racconto.

Abilissimo nell’immaginare e realizzare il trucco e le scenografie prima dello scatto, ora il computer, per Leonardo, è un altro modo per disegnare. Ormai padrone delle tecniche professionali di ripresa e gestione del set, generoso e immediato nell’ideare luci semplici nell’impianto ma miracolosamente adatte al soggetto che riprende, continua a concepire lo scatto come fase intermedia di un progetto più ampio in cui trovano il giusto equilibrio la manualità e l’immaginazione. Ogni pensiero, per concretizzarsi, deve passare attraverso la mano. Così ogni immagine acquista uno spessore, strati di profondità materica che ci introducono in un al-di-là di simboli molto vicini all’anima.

Ogni suo viaggio, ogni studio, ogni conoscenza casuale (casuale?) si trasforma in una serie di immagini che deposita in un archivio mentale, pronte a riemergere quando il progetto le richiede per diventare sfondi, metafore, suggerimenti visivi.

Ecco, in Leonardo c’è la capacità molto rara di lavorare secondo un progetto ben definito e di conservare una forte istintività nella sua realizzazione. Ciò è possibile solo se il progetto coincide con le scelte quotidiane, con un pensiero continuo e determinato verso un obiettivo da raggiungere, finendo per coincidere con la vita stessa.

Mi sembra che questo lavoro su Maria (la donna, la madre, la terra…) sia una bellissima sintesi della sensibilità e delle capacità di Leonardo, della sua disponibilità a mettersi in gioco totalmente, fino a diventare egli stesso l’oggetto del suo racconto.

 

 

Riccardo Pieroni, 2008

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